una sosta. PER NON DIMENTICARE

Interrompiamo il consueto racconto di una storia bella di inclusione tra le mille che impreziosiscono il nostro Paese, da nord a sud, per far memoria di un “10 del mese” trascurato dagli storici ma profondamente inciso nella carne di migliaia di persone e concittadini ai quali abbiamo in quei giorni appeso il cartello di “albanese” diventato dispregiativo e razzista. Il 10 del prossimo mese pubblicheremo la storia di uno di loro, volto stravolto nell’onda di umanità dolente sbarcata sulle nostre coste, allora sedicenne ed oggi parroco di una parrocchia a Firenze.

DEDICHIAMO AL POPOLO AFGHANO questo 10alle10 di settembre. Provate a sostare in silenzio davanti alla famosa foto della Nave Vlora, diventata simbolo di un’Italia che da quei giorni avrebbe dovuto imparare a diventare Paese di immigrazione.

Come didascalia pubblichiamo non la storia di una persona ma lo scritto, sconosciuto ai più, di don TONINO BELLO, vescovo di Molfetta di ritorno dallo stadio di Bari dove si era recato per portare sollievo e solidarietà concreta ai più di ventimila esseri umani sbarcati e abbandonati. La sua coraggiosa denuncia di allora suono in queste ore profetica anticipazione di altri “palcoscenici” su cui continua la tragedia:

MAI DIMENTICHERO’ IL 10 DEL MESE di agosto

“Io certo non dimenticherò mai quello che è accaduto il 10 agosto di quest’anno, 1991, festa di San Lorenzo, il martire cotto a fuoco lento sulla graticola. Perché quella data non mi richiamerà più il pianto di stelle che “nel concavo cielo sfavilla”, ma mi farà sempre venire in mente i tredicimila albanesi cotti sotto il sole torrido d’agosto, vittime senza aureole di martirio, e molto meno simili ai santi che non alle belve feroci.

Il secondo atto della tragedia che ha avuto per protagonisti i profughi albanesi sta per concludersi. Per ora non è possibile sapere se lo spettacolo riprenderà. E neppure se il palcoscenico sarà lo stesso: il porto di Bari o, stavolta chi sa, lo stadio nuovo dei Mondiali, visto che quello vecchio non ha funzionato.

Così pure non è possibile ipotizzare come e quando possa alzarsi il nuovo sipario su scene allucinanti come quelle che abbiamo visto in questi giorni nello stadio e al porto di Bari. Scene disumane che vorremmo dimenticare per sempre.”

Don Tonino Bello, vescovo di Molfetta, 6 ottobre 1991

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