#apriamoleporte

Sekou non si alzava mai da tavola come facciamo tutti noi appena finiva un pasto, ma  gli piaceva rimanere seduto a raccontarci ed ascoltare. Le prime volte ci sembrava una forzatura, ma poi abbiamo imparato a gustare questo tempo di amicizia condivisa. Certo, quando venivano fuori le esperienze dure e drammatiche della sua vita di rifugiato liberiano di appena diciott’anni, non era facile interrompere il racconto per la fretta di scappare ai nostri impegni.

Abbiamo accolto Sekou come un fratellino, un figlio, il nipote.

Alla sera, con la simpatia che lo caratterizza, dopo aver dato una mano a sistemare la cucina, si sedeva sul divano insieme ai miei genitori seguendo attentamente i diversi programmi televisivi, facendo mille domande per qualsiasi cosa non capisse, con la spontaneità di un bambino.

Dopo un paio di mesi si è trasferito in un appartamento a qualche chilometro da noi, insieme ad un altro ragazzo connazionale che ospitavamo in casa nostra da ormai più di due anni.

Si è dato tanto da fare e nel giro di qualche mese è riuscito anche a trovare un lavoro che l’ha finalmente realizzato.

Ma ancora una volta sono i particolari della sua amicizia ad aver lasciato un solco profondo in tutti noi: Nonostante i ritmi lavorativi molto serrati e la sua nuova sistemazione, Sekou non si dimentica mai di noi. Capita spesso, durante la settimana, di ricevere una telefonata da Sekou e quando ci aspettiamo che ci chieda qualcosa ci meravigliamo per la gratuità del gesto: “Volevo solo sapere se state tutti bene!”

Alla domenica pomeriggio, poi, senza essere per questo invadente, ci chiede spesso di fare un salto a trovarci e nonostante siano scarsi i collegamenti con i mezzi pubblici, riesce a venirci a suonare il campanello regalando un’abbondante dose di simpatia che ci ricarica e che ci portiamo nel cuore per diversi giorni.

E’ capitato che gli abbiano chiesto come si sente in Italia e senza dimenticare mai la sua famiglia , Sekou ha parlato di noi come della sua famiglia italiana e dicendo di andare molto fiero di noi.

La tua semplicità, caro Sekou, conquista tutti, suscitando amicizia in chi scopre subito, insieme alla tua determinazione, la spontaneità e la trasparenza del tuo modo di fare.

Sei piombato nella nostra casa come un ragazzino, in un nostro momento di difficoltà che la tua presenza ha trasformato in una straordinaria opportunità, anche se per soli due mesi.

Ci ripeti sempre che sei riconoscente a noi per quello che abbiamo fatto ma, quando ci trattieni a tavola dopo cena ci sembra di aver imparato il segreto della felicità e il nostro gesto di averti aperto la porta di casa vorremmo raccontarlo al mondo come un semplice slogan: Aprite le porte alla vita!

Veronica

(Tradate, VA)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...