Badu. Il cortile del mondo

Abbiamo tante volte provato ad immaginare, caro Badu, il tuo viaggio pericoloso e duro, da un paese ad un altro, col tuo papà, per salvarvi la vita e non dovremmo certo usare la stessa espressione quando partiamo per una vacanza,  magari convinti che sia alternativa, impegnativa o avventurosa.

Noi, che prendiamo il trolley per l’aeroporto, fatichiamo ad ascoltare i tuoi racconti che riportano  le condizioni brutali in cui avete vissuto per terra e per mare, ad immaginare il tuo cuore in pezzi mentre abbandonavii tuo piccolo villaggio di Akrobi e la tua terra del Ghana.

E ti fermi e non ti forziamo certo quando abbassi la testa e nomini tua madre colpita con violenza e poi morta, e poi la fuga.

E’ un viaggio o un’odissea attraversare  il Togo, il Benin e il Niger e in Libia sopravvivere, lavorare duramente e subire un giorno, in casa, l’attacco del gruppo terrorista ‘Asma Boys’ che voleva derubarvi di tutto?

Ci dici che ti risuonano ancora a volte nelle orecchie quegli spari di fucile. Sarà perché sotto quei colpi era rimasto infine anche il corpo del tuo caro papà.

Ma tu preferisci raccontare del tuo arrivo a Modugno nel 2015 e soprattutto  la grande famiglia della Comunità Migrantes liberi di Andria. Quanti incontri! Quanti amici! E quante altre tappe di un viaggio diventato vita e poi la festa dei 18 anni e le esperienze di formazione al lavoro.

Quante tappe hanno profondamente orientato il tuo viaggio nella vita, dal volontariato alla Casa di Accoglienza Santa Maria Goretti al cammino di fede che ti ha portato a ricevere i sacramenti nella veglia pasquale!

E non è certo il lavoro schiavo nella Libia delle bande armate quello che hai imparato all’Istituto Professionale Archimede di Andria dove hai conseguito un attestato di tecnico del fotovoltaico.

Ma oggi il tuo viaggio ha trovato un porto aperto al Ristorante Est e nessuno si sognerebbe di respingere la tua passione e la tua voglia di vivere.  

Dalla cucina alla grande sala piena di gente venuta a condividere piatti saporiti e vite riscattate, il passo è breve, anzi abbiamo capito subito che ami più la sala piena che la piccola cucina. Una sala grande come il mondo .

E se la vita è un viaggio affidato a Dio, accogliamo volentieri anche la tua preghiera: “Chiedo a Dio di benedire tutti voi della mia Famiglia Comunità Migrantesliberi, gli chiedo di darvi molta intelligenza, molta simpatia, molta forza per continuare negli anni a servire l’umanità”.

Don Geremia

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