REDA. Tra soprusi e cose meravigliose

Quella data non potrò mai dimenticarla perché mentre io trovavo la salvezza sbarcando in Italia, nello stesso giorno mio fratello Kemal veniva ucciso in un attentato in Egitto. Me lo disse la mamma al telefono. Ancora oggi non mi do pace quando penso che il giorno in cui mentre io mi salvavo, mio fratello moriva.

Era costato tantissimo perché la barca era molto robusta e quando avevo dato loro 4.000 euro avevano aggiunto: “un viaggio così è sicuro, non si affonda”. Incalcolabile invece era stato il prezzo pagato con la nostra vita: interminabili otto giorni chiusi nella stiva, senza mai poter uscire dal barcone.

Sembrava fatto per me il nome del centro di Lamezia Terme, MALGRADOTUTTO, dove sono stato tre mesi, ma presto partito per la Norvegia. Lì ho cercato di avere i documenti ma sono stato rimandato in Italia, il primo Paese in cui avevo messo piede.

Mi sono ritrovato di nuovo a Lamezia Terme, ma stavolta in stazione perché non avevo un posto per dormire. Mi ha accolto la Caritas, al dormitorio QUERCE DI MAMBRE: ho imparato l’italiano ed è stato bello fare il volontario con i bambini del quartiere. Iniziava una nuova vita per me, aiutato da tante persone della Caritas che non potrò dimenticare.

Sono entrato al centro DUE SOLI, uno Sprar che mi ha aiutato a lavorare in un negozio di kebab. Ho girato molto per cercare lavoro. Sono stato anche in Germania e in Francia e con i miei risparmi sono ritornato a Lamezia Terme dove ho lavorato in un bar e in un supermercato. Pagato poco e licenziato perché il lavoro era diminuito, non ero certo felice di venir sfruttato così.

Il mio sogno era aprire un bar egiziano per fare di questa città la mia città e con un mio amico egiziano Maikel abbiamo messo insieme  i nostri risparmi. Iniziava una nuova avventura. Abbiamo restaurato un vecchio magazzino e a novembre 2018 abbiamo aperto il nostro TUTANKHAMON BAR: un nome affascinante per un luogo accogliente dove poter bere the egiziano e fumare il narghilè in compagnia.

I primi quattro mesi abbiamo lavorato bene ma poi abbiamo iniziato ad accorgerci che alcuni italiani se ne andavano senza pagare. Non avevamo subito capito che si trattava di estorsione. Volevano intimidirci e come tanti avremmo potuto sottostare a questa provocazione ma invece li abbiamo denunciati. Sono tornati ancora, ci hanno picchiato e hanno distrutto il locale. Era un sabato. Molte persone avevano visto ma nessuno ci aveva difeso. Si è creato così un clima di paura attorno al nostro locale e da quel giorno nessuno più veniva al Tutankhamon.

E’ stato terribile: siamo stati completamente isolati. La gente non ci salutava più per strada. Ma non ci siamo persi di coraggio e con Maikel abbiamo preso contatti con una banca locale per poter accedere al microcredito. Dopo un primo colloquio nessuno più ci ha contattati e quando dopo tre mesi siamo tornati in banca la risposta è stata devastante: “Sei uno straniero e non puoi accedere al microcredito”.

Neanche stavolta mi sono fermato di fronte a questi soprusi. Più forte dello sconforto e della desolazione è stata la voglia di riprovare. A fatica ho ripreso a lavorare al Tutankhamon bar e anche oggi le difficoltà sono sempre più grandi.

Ma se i nomi raccontano sempre qualcosa, non è stato casuale esser stato accolto prima nell’originale MALGRADOTUTTO e poi alle QUERCE DI MAMBRE, come la tenda che accolse il pellegrino Abramo. Nell’oscurità di tanto male che si accaniva contro di me sono stato accolto ai DUE SOLI e il mio sogno ha infine preso un nome che dirà per sempre la mia ostinata volontà di lottare: Si racconta infatti che il conte di Carnavon chiese all’archeologo che si trovava con lui nella tomba del faraone Tutankhamon: “Riuscite a vedere qualcosa?” e lui rispose: “Si, vedo ancora una volta cose meravigliose!”

Insomma, ne ho viste di cose nella mia vita, belle e brutte e il mio sogno di mettere insieme storie di oggi e papiri di ieri continua ad avere il sapore forte dei nostri the egiziani, per aiutarmi a vedere cose meravigliose.

Reda, Lamezia Terme

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